Affittasi San Nazzaro Sesia Abitazione indipendente, area esterna

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Riferimento : 243

Affitto €450,00 mese - Residenziali, Villa
110 mq. 2 Camere 2 Bagni Print

Affittasi San Nazzaro Sesia Abitazione indipendente, area esterna , ristrutturata, disposta su due livelli, con ampio ingresso, due camere da letto, ampia cucina, due bagni, riscaldamento autonomo.

I.P.E. 218,3 KWh/m2 anno

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:

San Nazzaro Sesia (La Badìa in piemontese) è un comune di 712 abitanti della provincia di Novara, in Piemonte. Una parte del comune è compresa nel Parco naturale delle Lame del Sesia. Nel suo territorio nasce il torrente Sesiella, affluente del Sesia.

Luoghi di interesse storico ed artistico

Abbazia dei Santi Nazario e Celso

L’abbazia rappresenta uno dei complessi monastici più significativi esistenti in Piemonte. È costituita da una cinta muraria con torrette angolari circolari, un alto campanile romanico, una chiesa in stile gotico lombardo ed un elegante chiostro con un ciclo quattrocentesco di affreschi dedicati alle storie di San Benedetto

L’abbazia fu fondata nel 1040 nei pressi di un guado sul fiume Sesia – in una posizione strategica per i commerci e le imprese militari, dove verosimilmente già esisteva un più antico monastero benedettino – per opera del vescovo di Novara Riprando, della potente famiglia feudataria dei conti di Pombia, poi conti di Biandrate[1]. L’amministrazione dell’abbazia fu affidata dal vescovo Riprando ai monaci benedettini.
Le modalità e le caratteristiche della fondazione di questa abbazia la fanno ascrivere tra i “monasteri di famiglia”. Un tipo di fondazione ecclesiastica molto diffuso nel Piemonte dei secoli XI e XII, analogo a quello del “monastero privato” (Eigenkloster), ma caratterizzato da un legame meno stretto tra famiglia fondatrice (in questo caso i conti di Pombia) e istituzione religiosa.

Nel corso del XIII secolo l’abbazia – caso piuttosto insolito per i complessi abbaziali di pianura – fu fortificata con lo scavo di fossati e l’erezione di mura tutt’intorno, con camminamenti e rotonde torri angolari: in tal modo essa funzionava da ricetto per la popolazione nel caso di incursioni belliche. Il massiccio campanile, aveva anche funzione di torre di difesa e poteva offrire estremo ricovero in caso d’assedio. L’accesso avveniva da un torrione quadrato dotato di un ponte levatoio ora scomparso.

Gli abati riuscirono presto a garantire l’immunità dal potere sia del comune di Novara sia dalla diocesi di Vercelli. I documenti del tempo testimoniano il prestigio goduto dall’abbazia e la rilevanza dei suoi possedimenti che comprendevano, oltre ai terreni attorno al complesso abbaziale, fondi agricoli e proprietà immobiliari poste nel Novarese, In Valsesia, nel Vercellese e finanche in Canavese[3].

Dopo un periodo di instabilità politica e di relativa decadenza dell’abbazia, essa rifiorì a partire dal 1426, quando, con bolla pontificia, fu nominato abate Antonio Barbavara, membro di un’importante famiglia nobiliare lombarda. Egli resse le sorti dell’abbazia sino al 1466 promuovendo, assieme all’ammodernamento delle attività agricole, importanti lavori di ristrutturazione ed ampliamento del complesso monastico. Poche strutture architettoniche dell’antica abbazia, oltre alla torre campanaria, rimasero inalterate: vennero interamente ricostruiti, in stile gotico lombardo, la chiesa (dove è posta la tomba del Barbavara) ed il chiostro.

Barbavara fu l’ultimo abate a risiedere nel monastero; dopo di lui l’abbazia fu affidata ad abati commendatari che la gestivano stando altrove; anche i monaci progressivamente scomparvero. L’abbazia conobbe nei secoli successive fasi alterne di floridezza e, soprattutto, di degrado. Nel 1801, in seguito alle ordinanze napoleoniche sulla alienazione delle proprietà ecclesiastiche, l’abbazia ed i suoi beni vennero confiscati e venduti ai privati (parti del complesso architetturale con una delle torri angolari sono tuttora proprietà privata).
Iniziò un periodo di marcato degrado, cui si pose rimedio a partire dalla metà del ‘900 con importanti lavori di recupero che hanno riportato a piena fruibilità le testimonianze storiche ed artistiche dell’antico complesso monastico.

Fonte Wikipedia

Altre informazioni

  • Area esterna: Cortile comune

Caratteristiche

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