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Ance: rafforzare i segnali di ripresa

Ance: rafforzare i segnali di ripresa

Si consolidano i segnali di ripresa nel mercato immobiliare abitativo, con più compravendite
(+8,2% nel secondo trimestre 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno prima) e più mutui
erogati alle famiglie (+50% in importo nel primo semestre 2015).
Ma i prezzi delle case continuano a scendere (-3,4% nel primo trimestre 2015), gli investimenti
effettivi nella costruzione di nuove case restano del 66% inferiori al 2007 (e continuano a
diminuire: -8,8% previsto per tutto il 2015), e la tassazione immobiliare è in Italia tra le più
alte d’Europa. È dunque il momento giusto per abbassare le tasse sulla prima casa, ma anche
per mettere in campo nuove misure fiscali che incentivino le compravendite di case di qualità e
la ristrutturazione di quelle vecchie.
L’Ance (associazione costruttori edili, Confindustria) torna alla carica con un documento che da
una parte appoggia la volontà del premier Renzi di abolire la Tasi fin dal 2016, ma dall’altra lo
spinge a non fermarsi qui.
Bene l’abolizione della Tasi, perché – ricorda l’Ance – nel 2012-2013 (dati Eurostat) la
tassazione immobiliare in Italia è aumentata del 111% e già nel 2012 (dati Ocse) le tasse sulla
casa in Italia erano ai livelli massimi in Europa, dopo Regno Unito e Francia. I costruttori
chiedono però anche una tassazione sugli immobili che escluda i “beni merce” delle imprese,
cioè le aree edificabili, le nuove case e le case ristrutturate ancora invendute).

Per rafforzare il debole trend di ripresa degli scambi residenziali, puntando però sulla qualità,
l’Ance propone di riconoscere all’acquirente di abitazioni nuove in classe energetica A e B un
credito d’imposta pari al 50% dell’Iva pagata sull’acquisto (l’Iva scenderebbe così di fatto dal 4
al,2%), con in più, sino al 2018, l’esenzione triennale da Imu, Tasi o dalla futura “Local tax”;.
Per spingere il recupero di vecchie abitazioni l’Ance propone poi sconti fiscali a favore delle
imprese di costruzione che acquistano immobili a basse prestazioni energetiche (imposte di
registro, ipotecarie e catastali per 600 euro totali, al posto dell’attuale 9% del valore dichiarato
nel rogito), a condizione che l’impresa acquirente si impegni alla riqualificazione energetica e
alla conseguente reimmissione sul mercato entro 5 anni.
Ecobonus e sconti fiscali al recupero hanno funzionato, sostiene l’Ance, vanno confermati
anche nel 2016, con eventuale rimodulazione del primo per favorire gli interventi più
“efficienti”.
Estendiamo infine a tutto il mercato – propone l’Ance – gli incentivi fiscali a favore del rent to
buy (affitto come anticipo dell’acquisto futuro) introdotte nel 2014 solo per gli alloggi “sociali”.
(Alessandro Arona, Il Sole 24ORE – Primo piano, 2 ottobre 2015)

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